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Avvio positivo per Piazza Affari, bene Parmalat (+4%) PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Novembre 2009 10:34

Apertura in territorio positivo per Piazza Affari e per i listini europei che avanzano di oltre un punto percentuale. A mettersi in evidenza sul listino milanese è Parmalat, in rialzo del 4.19% a 1.965 euro, dopo i dati trimestrali che hanno visto la società chiudere il terzo trimestre con margine operativo lordo in crescita e fatturato stabile. La società ha inoltre alzato le stime per l’Ebitda 2009, abbassando però quelle sui ricavi.

Oltre a Parmalat, ottimi progressi per i titoli del settore bancario che salgono di circa un punto e mezzo percentuale. Brilla Generali (+1.9%) dopo i buoni risultati della concorrente tedesca Allianz. Bene anche Tenaris (+1.73%), che beneficia di un upgrade da parte di Ubs, Saipem, A2A e Prysmian (+1.6%). Cede terreno Impregilo (-1.11%), unico titolo in territorio negativo.

Fra le mid caps, sale Amplifon (+2.72%), dopo i buoni dati trimestrali, seguita da Diasorin e Cementir Holdings. In rialzo anche i titoli editoriali: L’Espresso sale del 3.11%, RCS Mediagroup dell’1.42%. Deboli Seat Pagine Gialle, praticamente invariata, e Landi Renzo (-0.69%).

Sul fronte valutario l’euro si riporta sopra quota 1.49 nei confronti del dollaro e viene scambiato in questi istanti a 1.4964$, leggermente al di sotto dei massimi di seduta. Ancora forte l’oro, scambiato a quota 1106.20 dollari l’oncia.

I futures americani ben intonati e l’assenza di dati macroeconomici di rilievo potrebbero dare spazio ad un rimbalzo, ma i mercati saranno ancora caratterizzati da una forte volatilità e una direzione precisa la si avrà con l’apertura di Wall Street.

Stefano Rosso per PeriodicoItaliano

 
Avvio in calo per le borse europee, pesano i deludenti risultati di Ubs PDF Stampa E-mail
Martedì 03 Novembre 2009 10:30

Avvio in calo per la Borsa di Milano e per i listini del Vecchio continente su cui pesano i deludenti risultati trimestrali di Ubs che ha chiuso il terzo trimestre con una perdita di 564 milioni di franchi svizzeri, in miglioramento rispetto alla perdita di 1.4 miliardi del secondo trimestre ma nettamente peggiore delle attese degli analisti, che stimavano una perdita di circa 200 milioni, e del risultato dell’anno precedente quando il gruppo elvetico aveva chiuso con un utile di 296 milioni di franchi.

L’indice Ftse Mib cede in questo momento lo 0.74% mentre si comportano peggio gli altri listini europei con cali superiori al punto percentuale. Fra i titoli in evidenza troviamo Saipem (+1.68% a 20.56 euro), in contro tendenza con l’andamento dei mercati, che beneficia dell’upgrade di Morgan Stanley che ha portato il giudizio sul titolo a “overweight” dal precedente “underweight”.

Oltre a Saipem, positive solamente Lottomatica (+0.7%), che recupera parte delle perdite di ieri, e Tenaris (+0.3%). Vendite soprattutto sui titoli del settore finanziario, guidati al ribasso da Banco Popolare, in calo del 2.03%. Deboli Cir, STMicroelectronics, Impregilo, Buzzi Unicem e Prysmian.
Attenzione a Fiat che potrebbe essere molto volatile dopo i buoni dati sulle immatricolazioni e in vista della presentazione del piano Chrysler di domani.

Pochi i segni più anche fra i titoli a media capitalizzazione: fra questi troviamo Autostrada To-Mi (+0.8%), Astaldi ed Erg (+0.30%). Flessioni contenute per il resto del listino.

Ancora in forte calo Juventus FC (-3.66% a 0.92 euro). Occhi puntati alla partita con il Maccabi Haifa di questa sera, importantissima per il proseguimento del cammino europeo.

Sul fronte valutario l’euro è ritornato sotto quota 1.48 dollari e viene scambiato a 1.4758 dollari. Futures americani negativi ma l’andamento dei mercati sarà ancora condizionato da una forte volatilità e dalle attese degli analisti sui dati sul mercato del lavoro che verranno comunicati nei prossimi giorni.

Stefano Rosso per PeriodicoItaliano

 
I buoni dati macro aiutano i listini, bene Telecom Italia, Fiat e Tenaris (+3%) PDF Stampa E-mail
Lunedì 02 Novembre 2009 00:00

 

Chiusura in territorio positivo per Milano e per i listini europei che beneficiano dei buoni dati macro statunitensi, rivelatisi migliori delle attese. L’ISM manifatturiero è infatti salito a 55.7 punti, battendo le attese degli analisti ferme a 53.1 punti, mentre il dato sul settore immobiliare ha mostrato un rialzo delle vendite in corso di abitazioni del 6.1%.

L’effetto positivo dei dati si è subito fatto sentire sui mercati azionari che hanno incrementato notevolmente i guadagni con i listini americani che sono arrivati a sfiorare un progresso di un punto e mezzo percentuale.  Piazza Affari migliore fra le altre borse europee  con l’indice Ftse Mib in rialzo dell’1.17%, seguita dal Footsie di Londra (+1.02%) e dal Cac40 di Parigi (+0.88%).

Sul listino milanese brillano Telecom Italia, Tenaris e Fiat che avanzano di circa tre punti percentuali. Telecom Italia beneficia dei rumors di una possibile cessione degli asset tedeschi (Hansenet) a Telefonica per un importo compreso fra i 900 milioni e un miliardo di euro. Fiat invece recupera terreno dopo i cali delle ultime sedute in attesa della presentazione, il 4 Novembre, del piano Chrysler e dei dati sulle immatricolazioni di automobili in Italia nel mese di Ottobre che verranno resi noti in serata.

Ottimi progressi anche per Cir (+2.22%), Enel (+1.85%), Buzzi Unicem (+1.84%), Finmeccanica (+1.75%), Impregilo, Atlantia e Unicredit (+1.5%). In forte calo Lottomatica, che cede il 2.62%, Mediolanum (-2.43%), Parmalat (-2.17%) e Geox (-1.7%).

Fra le mid caps vola Piaggio & C (+6.4% a 1.84 euro) dopo che Chevreux ha alzato il giudizio sul titolo da “underperform” a “outperform”. Dietro a Piaggio bene Indesit Company, Cementir Holding, Beni Stabili, Fastweb, Nice, Sorin ed Hera.
Cedono terreno Diasorin (-5.10%), Interpump (-3.73%), Astaldi, Amplifon, De’Longhi (-3%), Gemina e Snai (-2%). Deboli Edison, Acea, Enìa ed Iride.

Sul fronte valutario l’euro beneficia del recupero dei mercati azionari e si è riportato, dopo l’uscita dei dati macro, sopra quota 1.48 dollari. In recupero anche petrolio, di nuovo intorno a quota 77 dollari al barile, e oro, scambiato sopra quota 1060 dollari l’oncia.

Indici americani ancora in rialzo di circa un punto percentuale ma stanno iniziando a perdere terreno i titoli del settore finanziario. Citigroup sta infatti cedendo in questi istanti quasi quattro punti percentuali, tornando sotto quota 4 dollari e riducendo notevolmente i guadagni di altri big bancari come Bank of America, Wells Fargo, Morgan Stanley e Goldman Sachs. Precipita CIT Group (-60%).

Stefano Rosso per PeriodicoItaliano

 
Apertura in calo per Piazza Affari e per i listini europei, chapter 11 per CIT Group PDF Stampa E-mail
Lunedì 02 Novembre 2009 10:51

Continuano anche questa settimana le vendite sui listini europei che, dopo i forti cali della seduta di Venerdì, cedono nuovamente terreno e flettono di circa mezzo punto percentuale sin dai primi minuti di contrattazione. A pesare sui listini, oltre alla pessima chiusura di Wall Street e al cattivo andamento delle borse asiatiche, fatta salva la borsa cinese, è il fallimento di CIT Group che è ricorsa volontariamente nelle scorse ore al Chapter 11 diventando così il quinto fallimento, per dimensioni, della storia statunitense.

Importante sarà seguire l’impatto sui mercati della bancarotta di CIT e soprattutto vedere come reagiranno i titoli del settore finanziario, colpiti pesantemente dalle vendite nell’ultima seduta, quando colossi come Bank of America, AIG, Citigroup, JpMorgan Chase, Morgan Stanley, UBS, Deutsche Bank e Goldman Sachs hanno lasciato sul terreno fra i quattro ed i sette punti percentuali.

Ritornando a Piazza Affari, indici che provano a rialzare la testa in questi istanti, ritornando leggermente positivi. Fra i titoli in evidenza troviamo Pirelli & C (+1.96%) seguita da Atlantia (+1.9%), Telecom Italia e Banca Popolare di Milano. Bene anche Fiat (+1.38% a quota 10.30 euro). Deboli Campari e Ansaldo Sts che perdono poco meno di un punto percentuale.

Pochi i temi di giornata fra i titoli a media capitalizzazione. Male, fra i titoli minori, Juventus Fc che cede oltre due punti percentuali dopo la deludente sconfitta per 3-2 contro il Napoli.

Giornata che si prospetta molto volatile con i listini che potrebbero prendere una decisione sulla strada da seguire solo dopo l’apertura dei listini Usa, i cui futures al momento sono positivi, e dopo alcuni importanti dati macroeconomici che potrebbero risultare inferiori alle attese e far ripartire le vendite.

Sul fronte valutario recupera terreno il dollaro grazie alla discesa dei mercati azionari. Il cambio euro/dollaro passa infatti di mano a 1.4753$.

Stefano Rosso per PeriodicoItaliano

 
CIT, la bancarotta è questione di ore? PDF Stampa E-mail
Domenica 01 Novembre 2009 00:00

Secondo indiscrezioni apparse sul Wall Street Journal, il gruppo newyorkese CIT potrebbe dichiarare bancarotta nelle prossime ore, diventando così il quinto più grande fallimento nella storia statunitense, il quarto per valore di assets gestiti nella recente crisi finanziaria.

La società erogatrice di prestiti, con sede al 505 Fifth Avenue di New York e con oltre 4500 dipendenti , avrebbe intenzione di uscire dalla bancarotta entro fine anno grazie al supporto dei suoi creditori e del miliardario Carl Icahn, persuaso dalla compagnia ad accettare una bancarotta “preconfezionata” che dovrebbe portare ad una profonda riorganizzazione del gruppo.

Un duro colpo per il Tesoro statunitense che potrebbe non vedere più i 2.3 miliardi di dollari del TARP (Troubled Asset Relief Program) spesi nel tentativo di salvare il gruppo schiacciato dal peso dei mutui subprime.

A risentirne è stato anche il titolo della società che nelle ultime sedute ha perso molto terreno ed ha chiuso la seduta di Venerdì in calo del 24.21% a 0.72$, sprofondando ulteriormente nel mercato serale quando ha toccato quota 0.64$ (-11.14%), in una giornata nera per i listini americani ed europei che hanno chiuso registrando flessioni comprese fra i due e i tre punti percentuali.

Il possibile fallimento di CIT potrebbe scatenare un’ondata di pessimismo soprattutto sui titoli del settore finanziario che negli ultimi mesi hanno corso molto, arrivando in alcuni casi a quadruplicarsi, senza che questo rialzo fosse motivato da un reale mutamento e miglioramento dello scenario economico e finanziario.

Importante sarà quindi seguire nei prossimi giorni l’andamento dei mercati finanziari per vedere come verrà “digerito” il possibile fallimento di CIT dal mercato.

 

I più grandi fallimenti negli USA
1) Lehman Brothers   691 miliardi di dollari
2) Washington Mutual 327.9 miliardi di dollari
3) Worldcom Inc. 103.9 miliardi di dollari
4) General Motors 91 miliardi di dollari
5) CIT Group 71 miliardi di dollari
6) Enron 65.5 miliardi di dollari
7) Conseco 61 miliardi di dollari
8 ) Chrysler 39 miliardi di dollari
9) Thornburg Mortgage 36.5 miliardi di dollari
10) Pacific Gas and Electric Co. 36 miliardi di dollari

 

Note: in neretto i fallimenti relativi alla recente crisi finanziaria, in rosso il possibile piazzamento di CIT nella classifica dei 10 più grandi fallimenti della storia USA nel caso di una dichiarazione di bancarotta nelle prossime ore.

Stefano Rosso per PeriodicoItaliano

 
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